Di che cos’hai paura?, Antonella Arietano

Di che cos'hai paura?

Di che cos'hai paura?

Ho deciso di inaugurare una nuova sezione di recensioni, ovvero quella dei libri per bambini e ragazzi, che peraltro leggo sempre molto volentieri. Quale modo migliore di iniziare se non presentandovi un libro scritto da me? 😉
Mi piace definirlo “la mia prima fatica letteraria”, nel senso che oltre ad averlo scritto l’ho illustrato e l’ho pubblicato personalmente. Un bel progetto, del quale sono piuttosto contenta! E come ogni progetto, ha la sua storia…

Nell’ottobre del 2003 mi capitò di dover trascorrere una notte in ospedale. Inutile dire che non mi sentivo affatto a mio agio! Continuavo a guardarmi attorno in quella stanza buia, dove mi trovavo da sola… Quella stessa notte l’idea di questo racconto venne alla luce.

Il progetto non era ancora molto chiaro: sapevo di voler raccontare la storia di due bambini in ospedale, sapevo di voler trattare lo spinoso tema delle paure infantili, che poi in realtà riguardano anche noi “grandi”… Alla fine l’ispirazione arrivò sulla scia di un ricordo della mia infanzia: mia sorella minore ed io talvolta giocavamo nel giardinetto anteriore di casa nostra, e facevamo finta di essere due grandi esploratrici in cerca di avventure. Ed ecco che il piccolo giardino si trasformava sotto i nostri occhi: quella fila di piastrelle diventava un fiume, i gradini erano una cascata, le rose rampicanti si trasformavano in rovi, e una foresta impenetrabile si plasmava nella nostra mente… e nella nostra realtà. Ed è quello che accade anche ai protagonisti del racconto, Stefano e Luca: da una buia stanza d’ospedale nasce un magnifico giardino, luogo in cui essi potranno fronteggiare e sconfiggere le loro paure più profonde. Tutto questo diventa possibile perché per i bambini vedere non è credere, ma credere è vedere.

Il resto fu più semplice, e la storia prese corpo molto rapidamente. Quando giunsi al finale lo lasciai volutamente vago, aperto, affinché ogni genitore, nonno, educatore, chiunque insomma si trovasse a leggere questa storia ad un bambino potesse scegliere cosa e quanto dire, basandosi unicamente sui bisogni del piccolo ascoltatore. Al riguardo non voglio svelare nulla di più, sarebbe un peccato, non trovate?

Ed ecco che il racconto era pronto, e dopo poco intraprese il suo viaggio verso Milano, per partecipare all’edizione del 2004 del concorso “Il Borgo degli Artisti”, nella sezione “saggi per bambini”. Si aggiudicò il secondo premio!

Nell’estate del 2005 iniziai a dedicarmi alle illustrazioni; avevo già provato a disegnare una scena tratta da questa storia nel luglio 2004, ritraendo il momento magico in cui la stanza d’ospedale inizia la sua trasformazione, e ne ero piuttosto soddisfatta. Si trattava dunque di elaborare il resto delle immagini. Questo lavoro richiese diversi mesi, dato che, inoltre, avevo il mio piccolo Stefano di un anno e mezzo cui badare! Finalmente, all’inizio di gennaio 2006, “Di che cos’hai paura?” era pronto per andare in stampa!

Luc e Stefano

Luca e Stefano

Il tema principale di questo racconto è la paura: Stefano ha paura del buio, Luca ha paura della malattia, con tutto ciò che essa può portare… Nel primo caso ci si trova di fronte ad una paura astratta, non ben definita; per il bambino il buio diventa un mantello dietro il quale possono nascondersi mostri e chissà che altro! A questo punto vale la pena ricordare ciò che ho scritto sulla nascita di questa storia: per i bambini vedere non è credere, ma credere è vedere. Stefano non ha bisogno di vedere qualcosa di spaventoso nel buio, il solo fatto di credere che attorno ci siano mostri e fantasmi fa sì che essi esistano davvero. Questo principio non vale solo per le paure, ma anche per molti altri aspetti della realtà infantile, ad esempio il gioco: Luca e Stefano vedono davvero due lanterne sui loro comodini non appena decidono di visualizzarle per creare un po’ di luce nel buio così fitto e spaventoso. Seguendo la stessa logica, i due bambini riescono letteralmente a “trasformare” la loro camera d’ospedale, che diventa così un bellissimo giardino pieno di fiori, con tanto di fiume e cascata! Il gioco diventa il mezzo efficace per il superamento della paura.

Più difficile potrebbe sembrare la situazione di Luca: lui ha paura della malattia, perché di fatto è malato, e teme le conseguenze del suo stato. Sembrerebbe che ci sia poco da giocare su questo tema… Eppure nella dimensione ludica che egli stesso, insieme a Stefano, è riuscito a creare, compare un aiuto, personificato da una bella dama avvolta in un mantello bianco. Una fata? Un angelo? Chissà… Alla fine non è così rilevante, non vi pare? La cosa davvero importante è che Luca troverà in lei il sostegno, la guida che stava cercando per vincere la paura.

Al loro “ritorno” nel mondo reale Stefano e Luca hanno vinto, non c’è dubbio! E una volta vinta la paura, niente sembra più impossibile, soprattutto per un bambino! 

Vorrei proporvi ora un breve estratto, che secondo me spiega molto bene il funzionamento del gioco ideato dai due bimbi. Stefano e Luca si sono conosciuti e si sono presentati, e Luca, per cercare di aiutare il suo nuovo amico, gli propone di immaginare di avere una grande luce sul comodino…
“I due bambini risero insieme, guardando deliziati le magiche lanterne sui loro comodini. Tutto ad un tratto Stefano sbottò:
‘Vediamo che altro si può fare! Vorrei… una ciambella al cioccolato!’
‘La vedo, ce l’hai in mano!’
‘Sì, ed è bella calda… MMMMM!’
‘Allora se è così facile voglio… voglio che non sia più notte, e che ci sia il sole!’
‘Sìììì! E facciamo anche che al posto del pavimento c’è un prato pieno di fiori!’
‘D’accordo, e allora dalla porta facciamo entrare un bel fiume dove fare il bagno!’
Stefano saltò giù dal letto e corse a prendere Luca.
‘Vieni, giochiamo!’ ”

Spero che abbiate trovato interessante questa breve presentazione. Se doveste essere interessati a ricevere questo libro scrivetemi pure, sarò lieta di inviarvelo al prezzo speciale di 10 euro, spese di spedizione incluse.

E ricordate: vedere non è credere, ma credere è vedere! 😉

Antonella Arietano, “Di che cos’hai paura?”, I Cristalli Edizioni, 2006

Antonella Arietano