Il seggio vacante, J. K. Rowling

Il seggio vacante

Il seggio vacante

Titolo: Il seggio vacante
Autore: J. K. Rowling
Editore: Salani
Genere: narrativa
Formato: copertina rigida, sovraccoperta
ISBN: 978-8867150960
Anno: 2012
Pagine: 553
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Mi sono accostata al nuovo romanzo della Rowling con un misto di curiosità e reverenza. Che posso dire, le mie aspettative non sono state disattese, tutt’altro!

“Il seggio vacante” è un libro intenso, a tratti graffiante, magistralmente costruito attorno a una trama corale incredibilmente variegata. Un ottimo lavoro per definire nettamente il “dopo Harry Potter”, e far sapere al mondo intero che J. K. Rowling è una scrittrice eccezionale anche al di fuori della scuola di Hogwarts.

La storia è ambientata a Pagford, una tipica cittadina inglese, alle prese con un’emergenza che dà da chiacchierare e spettegolare a chiunque ne abbia voglia: l’improvvisa morte di Barry Fairbrother, membro del Consiglio cittadino. Il decesso crea una situazione imprevista, ovvero il seggio vacante che dà il titolo al romanzo.

Barry era impegnatissimo per la difesa del quartiere povero dei Fields, che i pagfordiani vorrebbero escludere dalla propria giurisdizione, e per mantenere aperto il centro per la disintossicazione di Bellchapel, a rischio di chiusura a causa dei tagli voluti dai conservatori del Consiglio, capeggiati dal primo cittadino Howard Mollison. Ci sarà qualcuno capace di subentrare a Fairbrother per portare avanti le sue battaglie? I candidati non mancheranno, mossi da motivazioni molto diverse.

Un romanzo corale, dicevo, gestito in maniera eccezionale: un turbinio di personaggi ricchi di spessore, psicologicamente ben costruiti, le cui vite si intrecciano e si sfiorano in continuazione entro i confini troppo stretti della benpensante Pagford. Sopra tutti aleggia un fastidioso velo di ipocrisia, che dovrebbe servire a nascondere ciò che alcuni pagfordiani vorrebbero cancellare: le piccole grandi miserie della vita quotidiana, il dolore, la sofferenza di chi vive ai margini della società. “Il seggio vacante” sotto questo aspetto è crudo e impetuoso: la Rowling dipinge con tinte forti alcuni personaggi carichi del loro dramma personale, e lo fa senza censure, senza remore, donando alla sua opera quel realismo che la rende tanto avvincente.
All’interno della storia trova spazio anche la lotta intergenerazionale, lo scontro tra genitori e figli, caratterizzato perlopiù dall’assenza di dialogo, dalla totale mancanza di comprensione.

Non si può restare indifferenti, leggendo “Il seggio vacante”.

Un romanzo magnifico sotto tutti gli aspetti: per lo stile scorrevole, per la trama avvincente e ben congegnata, per i personaggi incredibilmente reali. Un libro capace di ferire, amaro sotto certi aspetti, ma troppo bello per non essere letto. Un piacere che a tratti passa dal dolore. Un invito a non voltare la testa dall’altra parte, a non lasciarsi intrappolare dai mille specchi dell’ipocrisia.

Antonella Arietano

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