La casa dei destini intrecciati, Erica Bauermeister

La casa dei destini intrecciati

La casa dei destini intrecciati

Ho adorato il primo romanzo di Erica Bauermeister, “La scuola degli ingredienti segreti” , e questo suo secondo lavoro non ha potuto che confermare, se non addirittura aumentare, la mia stima nei confronti di quest’autrice.

“La casa dei destini intrecciati” è un libro estremamente delicato, toccante, di nuovo posso parlare di poesia allo stato puro. La Bauermeister riesce a ricostruire le emozioni come pochi scrittori sanno fare; nel leggere le vicende dei suoi personaggi, che in questo caso sono solo donne, mi sono riconosciuta, ho avuto spesso l’impressione che l’autrice stesse parlando proprio di me, come se avesse avuto modo di leggermi dentro per poi trasporre sulla carta ciò che era riuscita a trovare. È come se i pensieri più nascosti, le sensazioni più segrete che ogni donna prova almeno una volta nella vita, che magari non riesce ad esprimere, riescano a trovare una forma nelle pagine di questo libro. E allora si tira un sospiro di sollievo e si pensa “ecco, non sono poi così strana, qualcun altro ci è passato proprio come me”.

Come per “La scuola degli ingredienti segreti”, la Bauermeister si serve di una storia “cornice” all’interno della quale riesce ad incastrare e intrecciare magistralmente altre vicende personali. Ne “La casa dei destini intrecciati” a fare da sfondo è la storia di Kate, che è riuscita a vincere la sua lotta contro un tumore al seno. Per festeggiare invita a cena le sue più care amiche, che le sono state accanto nei lunghi mesi della malattia. Ciò che le invitate non sanno è che mentre loro si prendevano cura di Kate, lei le osservava, riuscendo a percepire quei bisogni e quei segreti di cui forse nemmeno loro erano coscienti. Perciò, nel momento in cui le amiche la spronano ad accompagnare sua figlia Robin a fare rafting nel Grand Canyon, Kate propone loro una sfida: affiderà a ciascuna una missione da portare a termine entro l’anno, qualcosa di difficile forse, ma che per ognuna significherà affrontare una parte nascosta di sé, se non addirittura timori e paure.

Le storie delle sette protagoniste di questo romanzo sono avvincenti e, soprattutto, vere. Sono donne comuni, di quelle che si incontrano al supermercato o fuori dalla scuola frequentata dai propri figli. Ciò che capita a loro può benissimo accadere a chiunque, e questo rende tutto ancora più reale e, quindi, piacevole da leggere. Attraverso le vicende di queste donne si finisce per conoscere un po’ meglio sé stesse, e sentirsi meno sole di fronte alle proprie insicurezze.

E così, seguendo il filo narrativo della Bauermeister, ci si trova a percepire il profumo del pane appena sfornato da Daria, a sentire tra le dita il terriccio umido del giardino di Hadley, a vivere l’emozione di un viaggio inaspettato insieme a Sara. Perché è questo che l’autrice riesce a fare: dare corpo alle parole, far sì che assumano colore, sapore, spessore, odore. Non è più solo leggere, è vivere.

Antonella Arietano

Erica Bauermeister, “La casa dei destini intrecciati”, Garzanti, 2011

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