Miss Alabama e la casa dei sogni, Fannie Flagg

Miss_AlabamaUn’idea originale, non c’è che dire. Fannie Flagg ha realizzato un romanzo non particolarmente movimentato ma godibile e piacevole, soprattutto nella seconda parte, permeata da un po’ più di brio. “Miss Alabama e la casa dei sogni” è un libro in cui si mescolano realtà storica e invenzione; la scrittrice percorre un arco di tempo considerevole (dal 1884 al 2009) semplicemente presentando le vite dei personaggi, le loro aspirazioni, le loro lotte e le loro difficoltà. Non bisogna aspettarsi però un resoconto particolareggiato e cronologico (per fortuna, aggiungerei): si passa dal presente al passato a grandi balzi, talvolta anche solo per citare un avvenimento o spiegare un aneddoto. Il risultato è una lettura scorrevole, che non diventa mai troppo pesante nonostante alcuni temi trattati potrebbero facilmente renderla tale.

Maggie Fortenberry è stata eletta Miss Alabama nel 1965. Ha inseguito i suoi sogni a New York e a Dallas, ma per finire è diventata agente immobiliare a Birmingham, la sua cittadina natale, presso l’agenzia Montagna Rossa della favolosa Hazel Whisenknott, alta meno di un metro ma con una personalità eccezionale e un’abilità per gli affari superiore alla media. Attorno a Maggie si muovono altre due impiegate con caratteri e peculiarità “fuori dal comune”: Ethel, brontolona e cinica, che ha lavorato con Hazel sin dagli inizi, e Brenda, frequentatrice  delle riunioni dei Mangiatori Compulsivi e aspirante primo sindaco donna nera di Birmingham.

Nel 2008 Maggie, depressa e delusa dalla vita, decide di uscire di scena con eleganza e senza fare troppo rumore, evitando così la vecchiaia e un lento declino fisico. Ha elaborato un piano perfetto per suicidarsi con stile, ma caso vuole che ogni volta che si accinge a metterlo in pratica subentri un imprevisto che la costringe a rivedere le sue priorità, mettendo al secondo posto l’intenzione di farla finita. La domanda è: alla fine ci riuscirà o no?

Nel corso della narrazione si sviluppano intrecci e vicende secondarie molto interessanti, quali ad esempio la storia di Hazel e il ritrovamento fortuito del classico “scheletro nell’armadio”, uno scheletro vero, non una metafora! Maggie riuscirà anche ad ottenere l’incarico per la vendita della casa dei suoi sogni, Crestview, che desidera salvare dalle avide mani di Babs Bingington, agente immobiliare senza scrupoli che la farebbe radere al suolo per edificare un orrendo edificio moderno a basso prezzo. Tante cose da fare, troppe… non sembra esserci tempo per il suicidio!

Forse però, proprio nel mezzo di questo andirivieni di attività, scoperte e difficoltà, Maggie scoprirà che la vita può riservare sempre nuove sorprese, basta portare pazienza e saperle cogliere. Anche ciò che sembra perduto può incrociare di nuovo la nostra strada, e un obiettivo irraggiungibile può rivelarsi finalmente alla nostra portata.

Un bel libro, che prende piede soprattutto nella seconda metà, quando comincia a filtrare un po’ di luce… E soprattutto, un finale bellissimo, che mi ha pienamente soddisfatta! Qualcuno potrebbe giudicarlo troppo roseo, fiabesco e inverosimile… ma che importa: io l’ho trovato perfetto per questo romanzo, e l’ho adorato! Oltretutto ricalca perfettamente le mie credenze più radicate: i sogni si possono realizzare, basta mandare un messaggio chiaro e preciso e l’universo risponderà. A volte basta solo un pizzico di Fede.

Antonella Arietano

Fannie Flagg, “Miss Alabama e la casa dei sogni”, Rizzoli, 2011

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