Rapunzel – Quando il cinema supera l’originale

Rapunzel

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Non avrei mai pensato di dirlo, eppure è così: il nuovo film d’animazione di casa Disney, “Rapunzel”, mi ha incantata a tal punto da farmi affermare che la trasposizione cinematografica sia meglio della fiaba dei mitici Fratelli Grimm!
Chi mi conosce bene, chi segue un pochino questo blog, sa che non si tratta certo di una frase campata per aria, è universalmente noto che per me le fiabe classiche sono una passione mai sopita!

Com’è potuto succedere che io abbia deciso di “voltare le spalle” ad una fiaba in favore di un film d’animazione? Semplice: la rivisitazione disneyana è fresca, spumeggiante, e riprende alcuni punti poco chiari della storia originale donando loro un senso nuovo. Desidero parlare di queste due versioni su Libri e Sorrisi perché mi pare un tema molto interessante per appassionati di fiabe e di sceneggiature… e poi diciamola tutta, adoro Disney, non posso lasciarmi sfuggire l’occasione di commentare un tale capolavoro! 😀

Come ti dicevo, il film ispirato alla fiaba dei Fratelli Grimm ha una marcia in più, pur rimanendo piuttosto fedele al racconto da cui è tratto. Ti farò subito alcuni esempi per chiarire il mio punto di vista.

Riassumendo in poche parole l’inizio della celebre fiaba, un povero falegname si introduce nell’orto di una vecchia strega per rubare alcuni ravanelli, che la moglie incinta desidera moltissimo assaggiare. La perfida vicina non avrebbe mai acconsentito a cederne nemmeno uno, da qui la decisione del marito di introdursi nel suo giardino di nascosto; il punto è che, una notte, viene colto sul fatto. Una cosa che mi ha sempre lasciata perplessa è il fatto che il padre di Raperonzolo accetta di cedere alla strega la propria figlioletta, peraltro non ancora nata, per aver salva la vita. Va bene, era spaventato, mettiamola così…

Nella versione targata Disney la faccenda è un po’ più complessa, ma a parer mio tremendamente affascinante! Una giovane regina, in attesa del primo figlio, si ammala gravemente, tanto da essere ben presto ridotta in fin di vita. Il re, disperato, manda tutte le sue guardie alla ricerca di un mitico fiore capace di guarire da ogni male; egli non sa che questo fiore è custodito gelosamente da Madre Goethel, una strega che si serve del suo potere per restare sempre giovane. Accade però che gli uomini del re riescano a trovarlo e lo portino a palazzo, dove ne viene fatto un infuso che la regina beve prontamente. Naturalmente la donna guarisce, e dà alla luce una splendida bimba dai lunghi capelli biondi…

Ed ecco svelato l’arcano: il potere del fiore si è trasferito nei capelli della principessina! Madre Goethel s’introduce nella cameretta della piccina, ma scopre che se taglia una ciocca di capelli della bimba allo scopo di servirsene come faceva con il fiore, questa perde ogni valenza magica, diventando castana. A mali estremi estremi rimedi: la perfida donna rapisce la bambina e la nasconde nella famosa torre altissima, con una finestrella ma senza porta. Dato che i capelli di Rapunzel, così ribattezzata da Madre Goethel, sono intoccabili, non c’è da stupirsi che finiscano per diventare estremamente lunghi… utilissimi per sollevare la strega in visita!

Che dire, tutto calza alla perfezione! Trovo geniale la soluzione inventata dagli sceneggiatori per dare un senso compiuto agli eventi, senza alterare troppo la fiaba originale. Preferisco pensare che la bimba sia stata portata via dalla strega, anziché immaginare che un genitore possa averla scambiata per la propria vita. Si tratta di un parere personale, naturalmente.

Sì, lo so, mi pare di sentire la tua obiezione: Raperonzolo non era affatto una principessa. Bene, sono lieta di notare che finalmente i ruoli si stanno parificando anche nelle fiabe: non ci sono più solo povere donzelle, belle e buone, che si elevano al rango di principessa reale grazie al matrimonio con un principe azzurro, è arrivato il momento delle principesse che scelgono uomini qualunque da sposare e rendere futuri re! 😉

Tornerò senz’altro a parlare di Rapunzel/Raperonzolo, non ho certo finito gli argomenti! Solo non vorrei dilungarmi troppo… Nel frattempo ti faccio un piccolo regalo: ho scovato su YouTube questo video che trovo meraviglioso, vorrei che lo guardassi e che ti lasciassi trasportare dalla musica meravigliosa composta da Alan Menken, che fece cantare la Sirenetta e accordò i duetti della Bella e la Bestia, per poi accompagnare i magici voli sul tappeto di Aladdin e Jasmine…

Con un sorriso

Antonella Arietano

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