Trilli e la bacchetta magica, Gail Carson levine

Trilli e la bacchetta magica

Trilli e la bacchetta magica

Questo è il secondo libro ispirato alle fate dell’Isolachenoncé scritto da Gail Carson Levine. Su Libri e Sorrisi ho parlato anche del primo, “Trilli e l’isola delle fate“, che avevo apprezzato moltissimo; “Trilli e la bacchetta magica” è il seguito di quel primo volume.

La radura delle Fate è in grave pericolo. Come certamente saprai se hai letto il primo libro, la sirena Soop aveva donato alla piccola Rani un pettine, cedendo alla richiesta accorata della fata che stava cercando, insieme alle sue compagne, di salvare l’Isolachenoncé. Soop però aveva posto una condizione: desiderava più di ogni altra cosa entrare in possesso di una bacchetta magica. Rani, spinta dall’urgenza, aveva accettato.
Adesso la sirena è tremendamente indispettita, poiché la fata non adempie alla sua promessa; e come potrebbe, visto che solo le fate dei Grandi Desideri possiedono bacchette magiche? Mamma Colomba non vuole che le sue protette volino da loro a cercare una bacchetta, perché teme l’influenza pericolosa che questa potrebbe esercitare sulle piccole abitanti della Radura. La sirena però non ne può più di aspettare, e scatena una tremenda inondazione!

A questo punto è necessario adoperarsi per accontentare Soop, così Trilli, Rani e Clarion partono alla volta del castello delle fate dei Grandi Desideri per chiedere loro una bacchetta magica. Come temeva Mamma Colomba, però, le fate si lasceranno coinvolgere dal potere del magico oggetto, e finiranno per cadere vittime della follia-da-bacchetta…

Una lettura senz’altro piacevole, anche se devo dire che ho amato di più il primo volume, che mi è parso più affascinante; la trama era più articolata, le vicende più accattivanti. La poesia dell’autrice rimane, come pure quei sottili giochi, a tratti ironici, che talvolta mette in atto nel corso della narrazione per evidenziare il carattere di un personaggio o per rendere ancora più incredibile una vicenda. Eppure, durante la lettura ripensavo quasi con nostalgia a “Trilli e l’Isola delle Fate”…

Anche le illustrazioni di David Christiana sono leggermente diverse, meno “rotonde” e morbide, quasi più… adulte, se mi passi il termine. Fantastiche, questo sì, ma è come se l’illustratore avesse voluto salire di livello, perdendo forse un briciolo di fascino infantile.

Trovo che sia molto interessante il modo in cui la follia-da-bacchetta colpisce le fate e i folletti, quasi fosse una febbre contagiosa capace di intaccare la capacità di raziocinio e accentuare i punti deboli di ciascuno. Il messaggio in sintesi è che bisogna fare molta attenzione a ciò che si desidera, perché non è tutto oro quello che luccica. Meglio riflettere bene sulle conseguenze delle proprie azioni, prima che sia troppo tardi e i danni diventino irreparabili!

Un libro che ad ogni modo val la pena leggere, anche perché conclude le vicende del primo romanzo. Ideale per grandi e piccoli, naturalmente.

Antonella Arietano

Gail Carson Levine, Trilli e la bacchetta magica, Disney Libri, Milano, 2007