“Puntaspilli e abiti di carta”, Patrizia Vittoria Rossi

Titolo: Puntaspilli e abiti di carta
Autore: Patrizia Vittoria Rossi
Editore: self publishing
Genere: romanzo
Formato: ebook o copertina flessibile
ISBN:  979-1220016476
Anno: 2017
Pagine: 206
Prezzo: ebook 6,00 € , copertina flessibile 10,00 €
Sito internet: http://paviro.wixsite.com/libro
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È una storia ben imbastita, quella dell’anziana sarta Beatrice Cecioni. Una vita trascorsa dietro le quinte, occupandosi dei costumi di scena, cucendo e dando vita ai sogni. Un’esistenza semplice, che la porta a trascorrere gli anni della sua vecchiaia in una casa di riposo per artisti, circondata da persone più o meno simpatiche, ma tutte estremamente originali. È la stessa Bice a raccontarci ciò che accade tra le mura di Villa Margherita, osservando ciò che succede tutto intorno a lei e mettendo insieme i pezzi che le capita di raccogliere, unendoli con punti precisi e invisibili. Bice ci rende partecipi di un’opera corale, nella quale trovano spazio personaggi veri e ricchi di carattere, tra i migliori che mi sia mai capitato di incontrare fra le pagine di un libro.

Il romanzo è costituito da una serie di vicende intrecciate tra di loro, che ci permettono di conoscere i vari ospiti della prestigiosa residenza. La narrazione scorre piacevole e il lettore finisce per essere ammaliato da Bice, che spesso si rivolge direttamente a lui per coinvolgerlo nel suo racconto. Lo stile è semplice, ma capace talvolta di indulgere in attimi particolarmente poetici e toccanti, che scaldano il cuore; si passa quindi dalla leggerezza all’ilarità, per indugiare poi nella malinconia e arrivare qualche volta a fare i conti con la paura. È un romanzo dalle mille sfaccettature, che sarebbe sbagliato accogliere aspettandosi un contenitore di racconti distinti: Patrizia Vittoria Rossi ci offre un’opera toccante e coinvolgente, focalizzandosi su una fase della vita forse un po’ snobbata dalla letteratura moderna. Nel farlo riesce a mantenere una certa leggerezza, cosicché chi legge non si ritrova mai a disagio nel confrontarsi con quello che viene comunemente definito “l’autunno della vita”.

La trama, come dicevo, si dipana in maniera ben strutturata, mantenendo sempre una buona unicità e una struttura ben costruita pur nella sua semplicità. Ribadisco che il pezzo forte di questo libro sono i personaggi, a cominciare dalla stessa Bice, vivace e simpatica. Non ci si ritrova confrontati con grandi colpi di scena, né con rivelazioni improvvise, anzi sarei portata a dire che il romanzo regge bene proprio in virtù della sua linearità, da non confondere con la noia: il lettore può concedersi il rilassamento di una storia aggraziata e delicata, che tuttavia non manca di un tocco frizzantino qua e là.

Sono stata catturata quasi subito dalla verve di Bice Cecioni, e non ho potuto fare a meno di leggere il “suo” libro. Sono stata contenta di sbirciare dalle finestre di Villa Margherita, lieta di scoprire un mondo popolato da persone che hanno ancora così tanto da dire. Un romanzo che sembra sussurrare educatamente a ogni pagina “non è mai finita finché non lo decidi tu” (J-Ax, Intro, dall’album “Il bello di esser brutti”).

Antonella Arietano