“Blink – la scintilla”, Alessia Mainardi

Titolo: Blink – la scintilla
Autore: Alessia Mainardi
Editore: Ailus Editrice
Genere: fantasy
Formato: brossura
Anno: 2016
Pagine: 192
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Loki ha vissuto tutta la sua vita da dio dedicandosi a travestimenti, tranelli e inganni. Si è inimicato le divinità di Asgard, la città divina presidiata da Odino, il primo di tutti gli dèi. Il giorno in cui Asgard viene distrutta Loki perde la vita, ma si risveglia in un altro luogo, in un’altra epoca, in un altro corpo. Scopre così di essersi incarnato nel duca di Sgärd, del quale conserva alcuni pensieri e ricordi. Si ritrova quindi a vivere in una villa signorile nella Londra della seconda metà del 1800, con una reputazione macchiata  dai suoi sordidi trascorsi da libertino.

Elizabeth cerca di lasciarsi alle spalle il tremendo incidente in cui sua madre ha perso la vita e lei è quasi morta a seguito delle ferite riportate. Suo padre, un prodigioso inventore, è riuscito a curarla costruendole una placca metallica capace di richiudere il suo torace esposto. Ciò che la giovane non sa, è che nel suo petto batte un cuore tenuto in vita da una preziosa scintilla di magia, la “Blink” che dà il titolo al libro. Si appresta quindi a fare il suo debutto in società, il secondo in effetti, poiché il primo risale alla sera del tragico incidente.

Loki incontra Elizabeth la sera del suo debutto e ne rimane affascinato, nonostante la giovane mostri da subito una forte avversione nei suoi confronti. Ad attrarlo ancora di più è il barlume di magia che la sua Vista gli permette di scorgere nel petto della ragazza: quella scintilla potrebbe forse permettergli di fare ritorno ad Asgard?

Un romanzo gradevole, incentrato in parte sui miti e le leggende norrene, che intervengono nella narrazione senza risultare pesanti; il pratico glossario alla fine del libro è molto utile per non perdersi tra i vari nomi. Ho trovato lo stile della Mainardi piacevole e privo di inutili abbellimenti, i fatti vengono raccontati in maniera semplice e pulita, a sostegno di una trama ben congegnata anche se non particolarmente articolata. La voce narrante è affidata a Loki e a Elizabeth, che raccontano gli eventi ciascuno dal proprio punto di vista, scelta che ho apprezzato e che è stata gestita al meglio.

La storia si svolge in una Londra in cui trovano sempre maggior spazio i Vuoti, ovvero degli automi inventati per servire gli esseri umani, precursori dei moderni robot. Questo aspetto contribuisce a infondere al romanzo un gradevole taglio steampunk.

I personaggi sono resi abbastanza bene, soprattutto quelli principali sono dotati di una buona psicologia e sono ben tratteggiati caratterialmente. Elizabeth è una ragazza apparentemente fragile, che però dimostra di possedere un carattere forte e determinato. Si piega ai voleri della zia Katherine, sorella della madre, solo perché le riconosce la capacità di muoversi in società come si conviene, cosa che lei deve ancora imparare a fare. Loki è probabilmente la figura che muta maggiormente nel corso della storia, trasformandosi nel paladino della dama che gli ha preso il cuore. Inizialmente è attratto soprattutto dalla magia, ma poi i suoi sentimenti lo portano a mettere al primo posto Elizabeth. Da personaggio sfuggente, ingannatore e beffardo a uomo amorevole, capace di asservirsi a un’altra persona. Potrebbe quasi sembrare una forzatura, ma di fatto non appare come tale.
Il padre di Elizabeth si perde un po’, il che è un peccato perché avrebbe potuto essere un personaggio chiave importante, invece rimane ai margini. La figura di Lady Katherine, invece, zia altolocata di Elizabeth, è molto funzionale e dotata di caratteristiche molto ben definite. È riuscita a scalare la gerarchia sociale grazie al suo pragmatismo, perciò può permettersi di fare e disfare a suo piacere.

La trama si dipana in maniera gradevole, anche se bisogna dire che la prima parte regge meglio rispetto alla seconda. Nel procedere della narrazione, infatti, è come se i ritmi tendessero ad accelerare, giungendo a un finale che per certi versi è un po’ troppo semplice. Forse si sarebbe dovuto mantenere un po’ più alto il pathos, senza aver fretta di risolvere le questioni aperte. Un’altra cosa che manca sono le storie di contorno: in questo romanzo esiste una vicenda principale, quella di Loki ed Elizabeth, corredata di flashback e ricordi importanti ai fini narrativi, ma non c’è altro, perciò i personaggi di contorno si muovono esclusivamente in funzione di quelli principali, senza sviluppare un proprio vissuto.

Nel complesso trovo che “Blink – la scintilla” sia un buon lavoro, una piacevole lettura per niente impegnativa che gli appassionati delle leggende norrene non potranno non apprezzare.

Con un sorriso,
Antonella Arietano

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