La misura della felicità, Gabrielle Zevin

La_misura_della_felicitaTitolo: La misura della felicità
Autore: Gabrielle Zevin
Editore: Nord
Collana: Narrativa Nord
Genere: romanzo
Formato: copertina rigida con sovraccoperta
ISBN: 978-8842923497
Anno: 2014
Pagine: 313
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A.J. Fikry è un uomo sulla via dell’autodistruzione. Ha 39 anni e più nulla nella sua vita pare abbia un senso da quando la moglie Nicole è morta: detesta la libreria in cui lavora e che è nata dall’entusiasmo suo e di Nic, detesta i clienti, detesta Alice Island, la città in cui vive. Detesta se stesso.

Tutto però è destinato a cambiare all’improvviso, e in modo del tutto incredibile.

Una sera A.J. trova in libreria una bambina di due anni accompagnata da un biglietto scritto dalla madre della piccola, la quale afferma di non potersi più occupare di lei, e chiede che sia educata in mezzo ai libri perché possa imparare ad amarli. La bimba si chiama Maya.

A.J. non sa nulla di bambini, però con Maya riesce ad instaurare da subito un rapporto piuttosto intenso. Due giorni dopo il corpo della madre viene ritrovato sulla spiaggia di Alice Island: si è annegata. La piccina dovrebbe essere quindi accolta da una famiglia affidataria, ed A.J. decide di essere quella famiglia. Riesce quindi ad adottare Maya. È un nuovo inizio per entrambi.

La vita solitaria e triste di A.J. si trasforma: inizia ad avere maggiori contatti sociali, trova un ottimo amico nella figura del commissario di polizia Lambiase, che ogni tanto fa un salto alla libreria per vedere come se la cavano padre e figlia, e riesce persino ad innamorarsi di Amelia, responsabile delle vendite per una casa editrice.

“La misura della felicità” è un romanzo molto piacevole da leggere e da scoprire pagina dopo pagina. La storia in sé non è particolarmente articolata, anche se non manca di svolte impreviste e interessanti, tuttavia la trama nella sua semplicità è stata ben costruita e mantiene un ritmo godibile dall’inizio alla fine. Lo stile dell’autrice non si affida al linguaggio metaforico, rimane diretto e pulito.

I personaggi di questo romanzo sono piuttosto interessanti, anche perché ciascuno non manca di possedere caratteristiche secondarie di una certa rilevanza. Questo aspetto è particolarmente vero per il protagonista, che inizialmente si presenta come irascibile, malevolo nei confronti del prossimo, distruttivo, per poi lasciar trapelare un lato più tenero e piacevole, senza mai perdere però le sue caratteristiche di base. È come se la scrittrice avesse lavorato su due piani per ciascuno dei suoi personaggi, presentando l’uno e l’altro alternativamente ma mantenendo in ogni caso una permeabilità e un’interazione tra i due. Questo li rende veri e interessanti, mai scontati.

Mi è piaciuta l’evoluzione perseguita dai due protagonisti di questo libro, A.J. e Maya. Del primo ho già parlato, per quanto riguarda Maya è notevole la trasformazione da bambina intelligente e accattivante a ragazza determinata, forse anche un po’ ombrosa (tratto acquisito dal padre adottivo, chissà), ma indubbiamente non stereotipata. Verrebbe voglia di scoprire come sarà la sua vita, che tipo di donna diventerà. Ci vorrebbe uno spin-off! 😉

“La misura della felicità” è un romanzo bello e piacevole da leggere. Alla fine lascia una buona sensazione, in ogni caso.

Con un sorriso.
Antonella Arietano

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