Vita di Walt Disney – uomo, sognatore e genio, Michael Barrier

Vita di Walt Disney - uomo, sognatore e genio

Vita di Walt Disney - uomo, sognatore e genio

Nel mese di dicembre del 2011 Walt Disney avrebbe compiuto 100 anni. A volte mi soffermo ad immaginare come sarebbe stato se fosse ancora vivo, e mi piace pensare che si sarebbe divertito moltissimo con la tecnologia 3D e l’animazione in digitale: Disney possedeva una mente molto attiva, e amava restare costantemente in movimento, sperimentando, inventando, creando. Le nuove possibilità offerte dalla moderna tecnologia l’avrebbero reso eccitato come un bambino la mattina di Natale.

Ho affrontato con trepidazione la lettura della biografia di Barrier, “Vita di Walt Disney”, e ho impiegato più di un anno a finirla: densa, ricca di dettagli, aneddoti, sfaccettature. Quasi un dovere per i fan di Disney, non certo una lettura leggera. Mi è stata molto utile per ricostruire la mia immagine personale di Walt, proprio perché l’autore ha voluto renderne un ritratto estremamente accurato, mettendone in luce pregi e difetti in egual misura. Come lo stesso Michael Barrier avverte nella Premessa, molte biografie di Walt Disney sono state scritte, e generalmente la tendenza è sempre stata quella di offrirne un’immagine molto positiva o molto negativa. Sembra che il mondo sia diviso in due grandi categorie: chi lo ama e chi lo odia. Molti autori hanno voluto dipingerlo come un uomo freddo, repressivo, vagamente antisemita, egoista; d’altro canto altri scrittori hanno teso a dipingere un quadro fin troppo ideale, tacendo alcuni piccoli aspetti che sono invece fondamentali affinché il ritratto finale risulti quantomeno reale, umano.

Il Disney presentato da Barrier è vero: un gran lavoratore, un creativo, ma soprattutto un sognatore, di quelli che però non si limitano a sognare, ma tendono con tutte le loro forze a realizzarli, i propri sogni.  Era anche un po’ lunatico, e non amava che qualcuno tentasse di scavalcarlo: specialmente all’inizio doveva supervisionare e approvare tutto, tant’è che a volte questo diventava un problema, poiché stare dietro all’enorme mole di lavoro era estremamente complicato.

Walt aveva un bellissimo rapporto con Roy Disney, suo fratello, che è stato al suo fianco sin dagli esordi: i due fratelli sono stati complici, amici, affiatatissimi (l’uno rappresentava la creazione, l’altro l’amministrazione, tanto per semplificare). Walt aveva un carattere abbastanza impulsivo, e tendeva anche a prender fuoco facilmente; toccava a Roy cercare di ammansirlo e gestire le situazioni più delicate, talvolta operando per persuadere il fratello della necessità di alcuni cambiamenti e compromessi da lui osteggiati. Certamente una squadra vincente.

Ho trovato estremamente affascinante il capitolo dedicato alla nascita di Disneyland: scoprire com’ è nato il progetto, capire perché è stato concepito in un certo modo, e ancora scoprire quanto Disney fose portato per offrire alle persone esattamente ciò di cui avevano bisogno. Un esperto della comunicazione, sotto molti aspetti, sensibile al punto giusto per poter percepire i bisogni degli utenti. Era solito recarsi regolarmente al Parco, per verificare che tutto funzionasse a dovere e prendere nota delle modifiche auspicabili; una volta rimproverò un addetto alla giostra della giungla perché il giro in barca dell’attrazione era durato alcuni secondi meno del solito, e a nulla valsero le giustificazioni dell’impiegato, che addusse come motivazione il fatto che ci fossero molte persone in colonna per accedervi. Walt Disney teneva moltissimo al fatto che i clienti fossero sempre al centro dell’attenzione, e voleva che godessero del massimo rispetto possibile, anche e soprattutto nelle piccole cose.

L’animazione di Walt Disney ha creato un nuovo genere cinematografico, consacrato dal primo, meraviglioso lungometraggio animato, “Biancaneve e i sette nani”. Un successo enorme, premiato con l’Oscar come miglior film, che però costituì anche una sorta di maledizione per Walt: qualsiasi cartone animato successivo sarebbe stato paragonato a Biancaneve, e sarebbe stato quasi sempre quest’ultimo a vincere il confronto. Questo fatto rappresentava un grosso limite per Disney: la gente rimaneva talmente legata a quel primo capolavoro da non riuscire quasi a vedere la bellezza dei film successivi. Walt dovette fare i conti con questo per tutta la sua vita.

Se deciderai di accostarti a questa biografia, che come ho detto è estremamente accurata e ricca di particolari, ti suggerisco di farlo poco per volta, così da non rimanere stordito dai nomi, dalle date, dagli aneddoti e dai tecnicismi. Si tratta comunque di un gran bel libro, soprattutto per gli apppassionati del mondo di Walt Disney. Insomma, è uno di quei volumi che sono orgogliosa di avere nella mia libreria, spero possa essere lo stesso per te! 🙂

Buona lettura!

Antonella Arietano

Michael Barrier, “Vita di Walt Disney – uomo, sognatore e genio”, Edizioni Tunué, 2009

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