Il linguaggio segreto dei fiori, Vanessa Diffenbaugh

Il linguaggio segreto dei fiori

Il linguaggio segreto dei fiori

Non mi capitava da parecchio tempo di commuovermi leggendo solo le prime pagine di un libro. Mi è successo con “Il linguaggio segreto dei fiori”, ed è stato l’inizio di un percorso caratterizzato da forti emozioni e grande aspettativa. Sì, perché questo romanzo d’esordio della Diffenbaugh possiede tutte le caratteristiche di un vero capolavoro, almeno secondo la mia modesta opinione.

La giovane protagonista, Victoria, ha appena compiuto diciotto anni, dovrà quindi lasciare l’orfanotrofio per cercarsi un posto nel mondo… e un lavoro. La sua infanzia è stata costellata da cocenti delusioni, solitudine e abbandono, al punto che già all’età di nove anni aveva perso ogni forma di speranza. Il suo passato è stato segnato in modo particolare da Elizabeth, l’ultima persona che l’aveva presa con sé per adottarla, l’unica che era riuscita a penetrare la sua precoce corazza di disillusione. Victoria sa di aver rovinato tutto, a quel tempo, e oggi ancora ripensa con un certo rimpianto a quei momenti felici, senza risparmiarsi un forte senso di colpa per quanto avvenuto.
Victoria ama i fiori e le piante, è stata proprio Elizabeth ad insegnarle il loro linguaggio segreto. L’incontro con Renata, proprietaria di un piccolo negozio di fiori, le offrirà l’occasione di iniziare una nuova fase della sua vita, mettendo a frutto le sue conoscenze.
La sua serenità verrà messa a dura prova dall’incontro con Grant, che lei credeva perso per sempre in quel passato troppo doloroso da ricordare. Grant porterà con sé una nuova forma di appagamento, consistente nella condivisione di sé stessi con qualcun altro; insieme a lui ritorneranno anche i ricordi, pronti per essere affrontati e ricollocati nella giusta nicchia. Ci saranno altre dure prove da affrontare per Victoria, ma alla fine scoprirà di avere davvero un posto nel mondo, e di non essere affatto sola.

Un romanzo commovente e coinvolgente, l’ho letteralmente divorato in quattro giorni! Una volta iniziata la lettura non era facile smettere; i personaggi mi accompagnavano per tutto il tempo in cui mi dedicavo ad altro, vivevo le loro vicende come se in qualche modo riguardassero anche me. La storia di Victoria è molto triste, ma proprio per questo nel momento in cui si apre alla speranza appare meravigliosa.

Lo stile di Vanessa Diffenbaugh è notevole, le scelte narrative interessanti. Mi è piaciuto il fatto che abbia ricostruito gradatamente l’infanzia di Victoria e la lunga parentesi a casa di Elizabeth alternando un capitolo del presente con uno dedicato al passato: questo espediente ha reso il tutto molto scorrevole, mantenendo viva la mia attenzione per tutto il tempo, e facendo sì che desiderassi spasmodicamente andare avanti per sapere come sarebbe finita. Il linguaggio è sempre bello e pulito, mai tedioso e soprattutto mai tendente al melodrammatico.

Ho adorato l’idea che Victoria riuscisse ad influire in maniera positiva sulla vita delle persone offrendo loro dei fiori che comunicassero perfettamente ciò che desideravano: davvero geniale! In effetti questa sua capacità diventerà la chiave del suo successo personale, capace di aprirle le porte del riscatto. In fondo leggere “Il linguaggio segreto dei fiori” è un po’ come leggere una fiaba: dopo mille peripezie e non poche sofferenze, all’eroe è data la gioia di un lieto fine. Il tutto senza eccessi, e soprattutto evitando luoghi comuni.

Da leggere assolutamente! 😉

Antonella Arietano

Vanessa Diffenbaugh, Il linguaggio segreto dei fiori, Garzanti, 2011